Scrivolo

I racconti del nano grafomane

2 note

Il vero Pulcinella

libriaco:

Ne parlava Benedetto Croce, di questa storiella napoletana, in “I Teatri di Napoli: dal Rinascimento alla fine del secolo decimonono”, se un vecchio appunto che ho sotto mano è fedele.
L’origine letteraria l’ho trovata poco fa nell’epistolario di un chirurgo inglese, Samuel Sharp, che racconta l’aneddoto in una sua lettera scritta durante un viaggio in Italia, lettera datata Napoli, Marzo 1766, che riporto di seguito per l’edificazione di tutti i miei lettori.

Powerful as the crucifix usually is, particularly in the hands of an eloquent priest, I am tempted to tell you a ludicrous story, bordering upon prophaneness, where its efficacy failed; it is one of those instances where a burning zeal, through a deplorable ignorance, furnishes matter of raillery to scoffers, and compassion to such who are truly religious. “At Naples there is a place called the Largo del Castello, not unlike our Tower-Hill, the resort of the idle populace. Here every afternoon, Monks and mountebanks, pick-pockets and conjurors, follow their several occupations. The Monk (for I never saw more than one at a time) holds forth, like our itinerant field-preachers, to what congregation he can collect; the Mountebank, by means of Punch and his fellow comedians, endeavours to gather as great an audience as he can. It happened one day, that Punch succeeded marvellously, and the poor Monk preached to the air, for not a living creature was near him: Mortified and provoked that a puppet-shew, within thirty yards of him, should draw the attention of the people from the Gospel, to such idle trash, with a mixture of rage and religion, he held up the crucifix, and called aloud, Ecco il vero Pulcinello , ” Here is the true Pulchinello, come here, “come here!” - The story is so well known in Naples to be true, that the most devout people tell it; and, were it not for such a sanction, I should hardly have repeated it.

Per quanta sia la potenza che di solito ha il crocifisso, in particolare nelle mani di un prete eloquente, sono tentato di raccontarti una ridicola storiella, al limite del profano, in cui la sua efficacia venne meno; è uno di quei casi in cui uno zelo ardente, col tramite di una deplorevole ignoranza, fornisce materia di presa in giro agli schernitori, e compassione a quelli che sono veramente religiosi. “A Napoli c’è un luogo chiamato il Largo del Castello, non molto diverso dal nostro Tower-Hill, ritrovo di fannulloni. Qui ogni pomeriggio, Monaci e saltimbanchi, borseggiatori e prestigiatori, si danno alle loro diverse occupazioni. Il Monaco (ché non ne ho mai visto più di uno alla volta) conciona, come i nostri predicatori itineranti, a quanta più gente può raccogliere, il Saltimbanco, con Pulcinella e i suoi compagni comici, si sforza di raccogliere il più vasto uditorio che può. Accadde un giorno che Pulcinella avesse un meraviglioso successo e il povero Monaco predicasse all’aria, perché non c’era vicino a lui anima viva. Mortificato e provocato da uno spettacolo di burattini, che, a dieci metri da lui, attirava l’attenzione della gente distogliendola dal Vangelo, rivolse il crocifisso verso tali indolenti sfaccendati e, con un misto di rabbia e di fede, profferì a gran voce “Ecco il vero Pulcinella”, “Ecco il vero Pulcinella, venite qui, venite qui!” - La storia è così ben nota a Napoli e tenuta per vera, che la raccontano anche le persone più devote e, se non fosse per una tale autorevole tolleranza, difficilmente l’avrei riferita.

S. Sharp, Letters from Italy, London, R. Cave, MDCCLXVI. Online su Archive.org. [La traduzione è mia]

5 note

L’Arte per l’Arte

libriaco:

No poem is intended for the reader, no picture for the beholder, no symphony for the listener.

Nessuna poesia è destinata a chi la legge, nessuna foto a chi la guarda, nessuna sinfonia a chi l’ascolta.

W. Benjamin, da: The task of the translator [1923], in Illuminations, New York, Schocken books, 1969. [La trad. in inglese è di H. Zohn; quella in italiano è mia]

57 note

La vita e i libri

libriaco:

La parola scritta m’ha insegnato ad ascoltare la voce umana, press’a poco come gli atteggiamenti maestosi e immoti delle statue m’hanno insegnato ad apprezzare i gesti degli uomini. Viceversa, con l’andar del tempo, la vita m’ha chiarito i libri.

M. Yourcenar, Memorie di Adriano [1951],Torino, Einaudi, 1981. [Trad. L. Storoni Mazzolani]

4.547 note

erikkwakkel:

The biggest book in the world
Standing 1.75 meters tall (almost 6 ft), this is the biggest book you’ll ever read - and the biggest ever produced. It takes six people to carry; flipping the page is like an exercise at the gym. A gift from the Amsterdam professor Johannes Klencke, the so-called Klencke Atlas was made in 1660 for the English King Charles II. The large maps were meant to be cut out and pasted on the wall, which never happened. It is a beautiful book - but definitely unsuitable for taking to the beach this summer.
Pic: Klencke Atlas, kept in the British Library. More about this giant in this newspaper article and this short BBC movie. A British Library online exhibit about Atlases is found here.

erikkwakkel:

The biggest book in the world

Standing 1.75 meters tall (almost 6 ft), this is the biggest book you’ll ever read - and the biggest ever produced. It takes six people to carry; flipping the page is like an exercise at the gym. A gift from the Amsterdam professor Johannes Klencke, the so-called Klencke Atlas was made in 1660 for the English King Charles II. The large maps were meant to be cut out and pasted on the wall, which never happened. It is a beautiful book - but definitely unsuitable for taking to the beach this summer.

Pic: Klencke Atlas, kept in the British Library. More about this giant in this newspaper article and this short BBC movie. A British Library online exhibit about Atlases is found here.

5 note

In Catalogna, nel 1923, a un editore venne in mente di modernizzare la leggenda di San Giorgio che sconfigge il drago e salva la bella principessa, suggerendo che il 23 Aprile, data in cui si festeggia il santo, i ragazzi catalani regalassero alle ragazze una rosa e le ragazze contraccambiassero con un libro.
L’iniziativa oggi è più fiorente che mai e noi vi proponiamo un segnalibro, pubblicato sul catalano MondoPunts, da stampare, ritagliare, piegare a metà e incollare.
Scaricabile da QUI.

In Catalogna, nel 1923, a un editore venne in mente di modernizzare la leggenda di San Giorgio che sconfigge il drago e salva la bella principessa, suggerendo che il 23 Aprile, data in cui si festeggia il santo, i ragazzi catalani regalassero alle ragazze una rosa e le ragazze contraccambiassero con un libro.

L’iniziativa oggi è più fiorente che mai e noi vi proponiamo un segnalibro, pubblicato sul catalano MondoPunts, da stampare, ritagliare, piegare a metà e incollare.

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Archiviato in Segnalibri Sant Jordi San Giorgio